lunedì 30 novembre 2009

Dopo la caduta

La neve scende copiosa e benevola, frusciando. Posso prepararmi all'ultimo sforzo, ormai quasi nell'oscurità: intravedo fioche luci dietro i vetri della casa, in fondo, tra gli abeti. Un passo dopo l'altro, con decisione, un respiro dopo l'altro, un ticchettio dopo l'altro, un rintocco dopo l'altro, una pulsazione dopo l'altra, un cristallo dopo l'altro, uno sguardo dopo l'altro, un battito di ciglia dopo l'altro, un pensiero dopo l'altro, un ricordo dopo l'altro, un rimpianto dopo l'altro, un sogno dopo l'altro. Le mani provano piacere al contatto con l'aria gelata: la chiave nella toppa, il rumore duro del meccanismo ben oliato, lo scatto, il calore della luce e dell'aria, gli indumenti sopra la sedia, fino a rimanere, ansimante, disteso sulla morbida coperta del letto, e subito dopo sotto le coltri, affondato nel cuscino profumato di rose, indifeso contro il sonno pesante che s'impossessa delle membra.

giovedì 26 novembre 2009

Caffelatte e neve

Mi sveglio di primo mattino, un po' confuso. Caffelatte, pane imburrato, miele, marmellata di mirtilli. Nella notte è sceso un palmo abbondante di neve; il cielo è grigio, solcato da fitto nevischio diagonale, leggero, continuo. Diventa tutto semplice e perfetto.

venerdì 20 novembre 2009

Quale sport?

Uno sport in cui puoi arrivare primo in una gara di 11 ore totali sabato e domenica, e giocare male la settimana dopo, pur godendo di vette innevate, fiori nuovi, vento, acque e raggi di sole. In cui c'entra molto la mente, quasi come nel tiro con l'arco, e dopo la cui conclusione devi cercare di evitare personaggi noiosi, falsi e vocianti.

mercoledì 18 novembre 2009

Bagnasciuga

Lei volge lo sguardo alla sabbia bagnata e luccicante della riva, mobile, levigata da un effimero velo d'acqua, lambita da piccole onde che sembrano aver acquistato ritmo e una decisa obliquità. Si ritrova ritta in piedi, sul bagnasciuga, rivolta all'orizzonte, salda sulle gambe, appena divaricate, tese: il riflusso delle onde le dà la vertigine, se fissa i piedi nudi che l'erosione della sabbia affonda sensibilmente, permettendo un equilibrio precario e infondendo una leggera insicurezza. Quando l'onda arriva, ascolta il rumore scoppiettante della schiuma, dopo che si è distesa e appianata, e osserva le animate macchie multiformi e quindi puntiformi della spuma.
Se riesce a mantenersi ferma, irrigidendo la muscolatura delle gambe, sprofonda fino alla caviglia, circondata da mulinelli di morbida sabbia e d'acqua, mentre osserva le proprie tracce laterali che il susseguirsi delle onde cerca di appianare completamente, per gradi, limando e levigandone i rilievi, con creazione di minuscoli gorghi sempre meno evidenti. Appianamento dapprima ingannevole, essendo la copertura delle tracce cedevole al massimo grado e solo in apparenza simile all'intorno.

lunedì 16 novembre 2009

Real Fantasy

È una mia convinzione dall'inizio di Internet ad oggi, quando la Rete non è altro che un normale strumento a nostra disposizione per ricevere e dare illimitate informazioni di studio, svago e lavoro: siamo immersi in una fantasia reale.  Non a causa delle Home Page, che sono una rappresentazione rinfrescata di chi le crea, non dei Newsgroup, spesso simili a club e corporazioni, non dell'E-mail che, in fondo, è solo posta immediata con possibilità allargate, né dei vari messenger, che sono modi aggiuntivi di dialogare e conoscersi, spesso superficiali, svincolati dai limiti del tempo e dello spazio; ma a causa dei Blog, mondi che nascono e si sviluppano in un insieme di emozioni e invenzioni capaci di concedere alla parte migliore dell'autore, a volte con sotterfugi, la possibilità di vivere una "fantasia reale". Un mondo che esiste (perché la tastiera è materiale, lo schermo è materiale, l'autore o l'autrice sono materiali), semplice e complicato nello stesso tempo, che si nutre di fantasia positiva e non sconfina che raramente nella realtà come la si intende d'impulso e per convenzione. Insomma: una fantasia reale. L'opposto di Facebook, coi suoi pregi e i suoi difetti, che è parte integrale della realtà (realtà con possibilità di fantasia, ma non fantasia reale).

venerdì 13 novembre 2009

Alla fine del lavoro

Dall'alto, da dietro la finestra, attraverso i riflessi, ho una visione privilegiata della piccola drogheria. In vetrina merci ordinate e colorate, curiose, piccoli dolci, caramelle, bastoncini di zucchero, liquori, liquirizie, bon-bon, marmellate, canditi, mandorle, misteriosi involti, miscugli di pastiglie colorate, spezie, cioccolati e quant'altro si possa desiderare a propria consolazione. Non serve altro. Posso affrontare il freddo e la nebbia. Pronto a ricominciare.

giovedì 12 novembre 2009

Pentatonica in 2°, 3°, 4° e 5° forma

 

Es.: se si usa il Mi-, si eseguono le quattro forme partendo rispettivamente dal 12° (oppure, a corde vuote, nella posizione del Mi- a corde vuote), dal 2°, dal 4° e dal 7° tasto della chitarra [in blu sempre le "blue notes"] ©